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No della Francia:
pericolo per i fondi strutturali
Il no al trattato
costituzionale da parte della Francia fa temere alle regioni
ripercussioni negative sulla trattativa sui Fondi Strutturali.
<<Siamo preoccupati - ha affermato il Presidente della Valle
d'Aosta, Carlo Perrin - su di un piano che ci coinvolge
direttamente: non vorremmo che questo voto porti al rallentamento
della discussione sui fondi strutturali e quindi ci adoperemo
affinché questo voto non penalizzi le regioni e sulla nuova
ripartizione dei fondi strutturali>>.
Claudio Martini, invece, Presidente della Toscana, osserva <<Abbiamo
appreso da contatti con Bruxelles, che la discussione sui fondi
strutturali, già difficile, ora quasi sicuramente si arenerà. Il
rischio riguarda soprattutto le risorse che rientrano nel capitolo
dell'Obiettivo 2. Il fatto che la trattativa si blocchi significherà
per le regioni dover tenere fermi i bandi di concorso e non poter
programmare per tempo la politica economica e di sostegno alle
imprese>>. Anche la Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, si è
espressa sul tema del dissenso francese affermando <<Un voto atteso,
ma ugualmente assurdo. Le ratifiche non possono che andare avanti,
solo alla fine potremo dire se il voto francese ha dato una sferzata
agli altri oppure se ha smantellato la costituzione>>.
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